Il CV finance in una pagina, riga per riga
Un CV per investment banking o corporate finance non deve raccontare tutta la tua vita. Deve permettere a un recruiter di capire in pochi secondi chi sei, cosa hai fatto e perché vale la pena intervistarti.
Il CV finance non deve essere creativo. Deve essere leggibile, denso e credibile.
Per un profilo studente o junior, la pagina singola rimane un ottimo default. Anche Yale raccomanda un résumé di una pagina per gli undergraduate, con font semplice da 10-12 punti e margini non inferiori a mezzo pollice. Harvard riassume bene la funzione del documento: deve essere una sintesi concisa di capacità, istruzione ed esperienza e deve essere adattato al tipo di ruolo per il quale ci si candida.
Vediamo quindi la pagina dall’alto verso il basso.
Nome e contatti
Il nome grande abbastanza da essere immediatamente riconoscibile. Non serve trasformarlo in un logo: il recruiter deve ricordare il contenuto del profilo, non il font con cui hai scritto il cognome.
Sotto, telefono, email professionale e LinkedIn se è aggiornato. Evita indirizzi email adolescenziali e informazioni che non aiutano la candidatura. Per application a banche e fondi internazionali sceglierei normalmente un’impostazione essenziale in stile anglosassone: il CV deve parlare prima di tutto delle tue qualifiche professionali.
Education
Per uno studente questa sezione va normalmente molto in alto, perché università, corso, voti e data di laurea prevista sono tra le prime informazioni utilizzabili dal recruiter.
Una struttura efficace è: università e città, titolo del corso con la data di laurea prevista, media o voto se utile, e solo dopo eventuali coursework, scholarship o risultati accademici eccezionali — quando aggiungono davvero qualcosa.
Non trasformare “Relevant Coursework” nell’indice del tuo piano di studi. Corporate Finance, Accounting ed Econometrics possono avere senso. “Matematica I” probabilmente non differenzia il profilo.
Experience: le bullet che funzionano
Questa è la parte che deve occupare più spazio man mano che accumuli esperienza. Ogni voce deve permettere di capire rapidamente quattro cose: azienda, ruolo, luogo, date. Poi arrivano le bullet.
“Helped the team with financial analysis.”
“Built trading comparables for 15 European industrial companies to support valuation analysis for a sell-side mandate.”
La seconda frase dà un’azione, un oggetto, un contesto e una scala. Yale suggerisce esplicitamente la struttura Action + Project + Result, invitando a descrivere il contributo personale e, quando possibile, a quantificarne l’impatto.
Non inventare numeri per “quantificare”
“Quantify your impact” non significa aggiungere percentuali casuali.
- Se hai analizzato 30 società, scrivi 30.
- Se il modello copriva tre scenari e cinque anni di forecast, puoi dirlo.
- Se la transazione era pubblica e valeva 500 milioni di euro, puoi contestualizzarla.
Ma non scrivere “improved team efficiency by 37%” se non hai la minima idea di come sia stato calcolato. In finance la precisione comunica credibilità.
Quanto devono essere tecniche le bullet?
Abbastanza da dimostrare cosa hai fatto, non abbastanza da sembrare una documentazione interna del deal. “Supported M&A transaction” dice troppo poco. “Built DCF and trading-comparable analyses and prepared materials for management presentations on a sell-side process” è molto più informativo.
Ma devi essere pronto a spiegare ogni parola. Morgan Stanley avverte esplicitamente i candidati di non “gonfiare” il CV: tutto ciò che compare nel documento può diventare materiale per il colloquio, e nella propria guida alla preparazione aggiunge che devi saper raccontare tutto ciò che hai inserito senza dover leggere il résumé.
Se scrivi DCF, devi saper spiegare un DCF. Se scrivi LBO, devi sapere come funziona un LBO. Se scrivi fluent French, non sorprenderti se qualcuno passa al francese.
Leadership, skills e interests
La sezione leadership ed extracurricular è molto più utile quando dimostra selettività, responsabilità o interesse concreto. Essere responsabile del team equity research di una finance society, gestire un piccolo portafoglio studentesco o organizzare una conference con professionisti del settore racconta qualcosa. Elencare cinque associazioni delle quali sei semplicemente “member” racconta molto meno.
Le skills vanno mantenute verificabili: lingue con il livello reale, strumenti che sai usare davvero, certificazioni effettivamente completate. Evita le barre grafiche tipo “Excel ███████░”: non comunicano uno standard interpretabile. E soprattutto evita una sezione piena di “leadership, teamwork, problem solving, hard-working” — queste qualità devono emergere da ciò che hai fatto.
Una o due righe di interests possono essere sorprendentemente utili. “Skiing, marathon running, AC Milan, contemporary Italian photography” offre all’intervistatore possibili punti di conversazione; “Finance, travelling, reading” dice pochissimo. Gli interests migliori sono specifici e veri: non inserire “Formula 1” perché immagini che piaccia al managing director se non riusciresti a nominare l’ultima gara che hai visto.
Chi sei, cosa studi, quando ti laurei, dove hai già lavorato, quali responsabilità concrete hai avuto e perché il tuo profilo ha senso per quella posizione.
Il CV non deve rispondere a ogni domanda. Deve generare la domanda successiva: “questo candidato vale un’intervista?” Se la risposta è sì, la pagina ha fatto il suo lavoro.
Un CV pronto serve a poco se l’application chiude prima.
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