Cos'è davvero il CFA e come funzionano i tre livelli
Il CFA non è un semplice corso di finanza e superare il Level I non significa essere CFA. Ecco come funziona davvero il percorso, cosa cambia tra i tre livelli e quando può essere utile per una carriera a Milano.
CFA significa Chartered Financial Analyst ed è una qualifica professionale gestita dal CFA Institute.
La prima cosa da chiarire è anche quella che genera più confusione: iscriversi al programma, superare il Level I ed essere CFA charterholder sono tre cose completamente diverse.
Il CFA Program è composto da tre livelli d’esame, ai quali oggi si aggiungono moduli pratici obbligatori. Per ottenere effettivamente il charter servono poi esperienza professionale rilevante e membership al CFA Institute.
Level I: sai parlare la lingua della finanza?
Il CFA Institute descrive il Level I come il livello del “learn and describe”. L’esame utilizza domande multiple choice e verifica la conoscenza dei concetti e delle formule fondamentali dell’investment industry.
Il programma copre un territorio molto più ampio della sola corporate finance: ethics, quantitative methods, economics, financial statement analysis, equity, fixed income, derivatives, alternative investments e portfolio management.
Per uno studente è sostanzialmente una verifica molto estesa dei fondamentali. Non dimostra che sai costruire un modello M&A alle due del mattino. Dimostra però che hai affrontato in maniera strutturata una grande quantità di materiale finanziario.
Level II: sai usare quello che hai studiato?
Il Level II cambia approccio. Il CFA Institute lo definisce “analyze and evaluate”: vengono presentate vignette e casi sui quali bisogna applicare le conoscenze acquisite, anziché limitarsi a ricordare definizioni e formule.
Qui valuation, analisi dei financial statements e valutazione degli investimenti diventano decisamente più applicate.
È uno dei motivi per cui dire “ho fatto il CFA” dopo aver superato soltanto il Level I è improprio. Il percorso è progettato per diventare progressivamente più complesso.
Level III: dalla security analysis alle decisioni di investimento
Il Level III è definito “integrate and apply” e combina domande supportate da vignette con constructed-response questions.
Inoltre oggi non esiste più soltanto un unico percorso indistinto. Il candidato sceglie tra tre pathway: Portfolio Management, Private Wealth e Private Markets. Il 65-70% del contenuto rimane comune, mentre circa il 30-35% dipende dalla specializzazione scelta.
È una modifica particolarmente interessante per chi pensa al buy-side: il pathway Private Markets affronta, tra le altre cose, GP e LP, due diligence, business planning, private equity, buyout, private debt e fonti di value creation.
Gli esami non sono più l’unico requisito didattico
A ogni livello bisogna completare almeno un Practical Skills Module, o PSM, per poter ricevere il risultato dell’esame. Ogni modulo richiede indicativamente 10-20 ore e combina video, esercizi, pratica guidata e casi.
Il CFA sta quindi cercando di ridurre la distanza storica tra conoscenza teorica e applicazione pratica. Non significa che sostituisca l’esperienza lavorativa, ma è un dettaglio importante quando si leggono descrizioni del CFA scritte diversi anni fa.
Quanto tempo richiede?
Il CFA Institute indica circa 300 ore di studio per livello e stima normalmente tre-quattro anni per completare l’intero percorso. Gli esami durano circa quattro ore e mezza.
Dal 2026, CFA Institute stima inoltre tra 3.520 e 4.600 dollari di sole exam fees complessive, a seconda di quando ci si registra.
Non è quindi una certificazione da aggiungere al CV durante un weekend.
Quando puoi chiamarti CFA?
Non appena passi il Level III? No.
Per utilizzare il charter servono anche 4.000 ore di esperienza professionale qualificante completate in almeno 36 mesi, oltre alla membership e alle referenze professionali richieste. L’esperienza deve riguardare direttamente il processo decisionale d’investimento oppure produrre lavoro che contribuisce a quel processo.
“CFA Level I passed” e “CFA charterholder” comunicano due cose profondamente diverse. Scrivere la seconda quando vale la prima è il tipo di imprecisione che un intervistatore nota subito.
Serve per lavorare in investment banking a Milano?
Può aiutare, ma non va considerato un biglietto d’ingresso universale nella finanza.
Per come è costruito il programma, il segnale è particolarmente coerente con asset management, equity e credit research, portfolio management, private wealth e più in generale investment analysis. Il CFA Institute stesso descrive storicamente la propria base professionale come molto legata a equity e credit analysts e portfolio managers, pur avendo ampliato il Level III verso private markets e wealth management.
In investment banking può mostrare interesse, disciplina e conoscenze tecniche. Ma non sostituisce una buona internship, accounting solido, valuation, modeling e preparazione ai colloqui.
Se hai davanti una scelta secca tra passare centinaia di ore sul CFA Level I e ottenere una buona internship M&A, per un candidato che punta esclusivamente all’investment banking l’esperienza pratica tenderà normalmente a essere il segnale più direttamente rilevante.
Il CFA è forte quando è coerente con la storia professionale che stai costruendo. È molto meno utile quando viene fatto soltanto perché “sta bene sul CV”.
Mentre studi, le posizioni aprono lo stesso.
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